N. 24 (2026): Iconotesti. Parole e immagini nella letteratura migrante

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I saggi raccolti nel presente numero esplorano l’iconotesto come dispositivo intermediale in cui parola e immagine non si limitano a coesistere, ma instaurano una relazione dinamica di reciproca determinazione semantica. Muovendo dalla consapevolezza che l’esperienza migratoria implica una frattura identitaria – perdita di lingua, memoria e radici – i contributi analizzano come tale condizione si traduca formalmente in pratiche verbo-visive fondate su montaggio, ellissi, archivio e contro-archivio, soglie paratestuali e materialità della pagina. L’intermedialità emerge così non come ornamento espressivo, ma come risorsa epistemologica capace di interrogare i regimi di visibilità e le forme contemporanee della memoria.
Attraverso l’analisi di graphic memoir, fototesti, narrazioni mute, edizioni illustrate e pratiche editoriali, il fascicolo delinea una costellazione tematica che mette in dialogo autobiografia, testimonianza e costruzione del sé, mostrando come lo spostamento si configuri anche come principio formale. Un’ulteriore linea di indagine riguarda archivi e politiche dello sguardo, evidenziando le implicazioni etiche e postcoloniali del documento fotografico e le strategie di contro-narrazione che ne ridefiniscono l’uso. Particolare attenzione è infine riservata ai dispositivi materiali dell’opera – supporti, impaginazione, ritmo, paratesti – e agli effetti pragmatici prodotti dall’interazione tra codici. Nel loro insieme, i contributi propongono una metodologia di lettura “a doppia entrata”, capace di coniugare analisi formale e dimensione storico-culturale, configurando la letteratura migrante come osservatorio privilegiato per comprendere le trasformazioni contemporanee dell’immaginario verbo-visivo.

Pubblicato: 26.02.2026

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