Oltre la rappresentazione: ridefinire la linea del colore con Claudia Rankine e Toyin Ojih Odutola
Parole chiave:
Claudia Rankine, Toyin Ojih Odutola, poesia lirica, poetica della relazione, arti visive, immaginario razzialeAbstract
Le opere di Claudia Rankine e Toyin Ojih Odutola destabilizzano le impalcature culturali che strutturano l’immaginario bianco attraverso un dialogo intermediale tra poesia e arti visive. Figlie della diaspora africana, le loro pratiche artistiche nascono dalla consapevolezza che contesti e culture differenti generano, all’interno dell’immaginario culturale e razziale, modalità diverse di percepire e costruire la soggettività nera. Entrambe ricorrono all’arte sia per mettere in evidenzia la sistematicità che struttura e legittima il pregiudizio razziale checontinua a influenzare le modalità di interazione tra bianchi e neri nel contesto statunitense, sia per mettere in discussione l’assunto che riduce la nerezza a un indicatore razziale. Sperimentando con forme poetiche ibride e campi tonali pluristratificati, Rankine e Odutola fanno del colore il fulcro materiale e concettuale della loro opera.
A seguire una delle poesie della terza raccolta di Rankine, Citizen: An American Lyric (2014) – in cui l'impatto dell'uragano Katrina sulla comunità afroamericana del New Orleans è riportata a noi lettori sotto forma di frammenti di voci confuse e sparpagliate – i ritratti di Odutola completano il componimento con una narrazione visiva che delinea una nuova storia del colore. Strati di penna a spera, acrilico e carboncino neri, a loro volta ricoperti da punti luci che si rifrangono sulla superficie di volti assorti, attirano lo spettatore verso la fisicità dell’opera e lo inducono a cogliere la densità cromatica che dà forma e sostanza ai soggetti rappresentati. Sebbene Odutola si ispiri alla fotografia, è nell’uso del colore che risiede quella che Rankine definisce “a new grammar for blackness” (2016).
Prendendo in prestito il concetto di “subjunctive voice” coniato da Barbie Zelizer (2004) per descrivere come gli spettatori interagiscano con la narrazione sospesa catturata nelle fotografie, e ricorrendo alla teoria della lirica e dell’arte, e alla “poetica della relazione” di Èdouard Glissant, metterò in luce come la nuova poetica articolata nel dialogo formale tra Rankine e Odutola inviti il pubblico a entrare in uno spazio in cui il pregiudizio interpretativo possa essere temporaneamente sospeso e i significati attribuiti alla blackness epistemologicamente riconfigurati.
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