Regimi di visibilità e forme della memoria
Parole chiave:
iconotesto, archivi/contro-archivi, migrazione, testimonianza, intermedialitàAbstract
Questo numero indaga l’iconotesto come dispositivo in cui parole e immagini non si sommano, ma co-producono senso attraverso attriti, montaggi, lacune e soglie paratestuali. Sullo sfondo della svolta visuale, i sedici contributi –organizzati per aree linguistiche (studi anglofoni sugli Stati Uniti; studi francofoni su Québec, Libano e Antille; studi sul contesto ispanoamericano)– sono presentati come costellazioni tematiche che attraversano confini geografici e disciplinari. La prima costellazione mette a fuoco dispositivi, pagina e materialità: genealogie del fototesto e della scrittura migrante, pratiche editoriali (edizioni illustrate, rivista), e poetiche in cui la fotografia diventa modello di sguardo. La seconda riguarda archivi, contro-archivi e politiche della visibilità: il documento fotografico è interrogato come luogo di potere, tra razzializzazione dello sguardo, postcoloniale e guerra, con strategie di intervento, rallentamento e non-spettacolarizzazione. La terza affronta migrazioni, autobiografie e testimonianza: graphic memoir, fototesti e narrazioni mute mostrano come lo spostamento sia anche una forma (discontinuità, sequenza, ellissi) e come il silenzio possa funzionare da cura del trauma. Nel loro insieme, i saggi propongono una bussola metodologica: leggere “a doppia entrata”, alternando analisi della materialità (supporti, layout, paratesti, ritmo) e studio degli effetti pragmatici (ciò che l’immagine autorizza, ritarda, contraddice o mette a tacere).
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