Visioni multiple della metropoli. La New York di Jacob Riis e Alfred Stieglitz nella poetica e negli scritti di John Reed
Parole chiave:
metropoli, fotografia, letteratura, below and aboveAbstract
Il presente saggio analizza come la poetica e la narrativa urbana di John Reed rappresentino la perfetta fusione delle percezioni di Jacob Riis e Alfred Stieglietz sulla città di New York. In particolare, la metropoli vista dal “basso” (la povertà nei bassifondi) e dall'“alto” (la verticalità e il dinamismo dei grattacieli) vanno intesi come i due sistemi spaziali che hanno sottolineato l'enorme impatto che New York ha avuto sulla fotografia e sulla letteratura all'inizio del XX secolo. Sia Riis che Stieglitz sono riusciti a catturare il “sotto” e il “sopra” della metropoli, perfettamente espressi anche nel film Metropolis (1927) di Fritz Lang: una città distopica dove i ricchi imprenditori, che governano la città dall'alto dei grattacieli, relegano e costringono la classe operaia a lavorare nel sottosuolo. In How the Other Half Lives: Study among the tenements of New York (1890) Riis descrive e mostra attraverso le sue fotografie le condizioni terribili dei vecchi e nuovi immigrati stabilitisi a New York, la sua macchina fotografica si intrufola nei bassifondi e nelle fabbriche sfruttatrici del Low East Side di New York, rivelando un mondo sotterraneo fatto di povertà e degrado; d’altra parte Stieglitz, nella maggior parte delle sue foto, punta la sua macchina fotografica verso le altezze dei grattacieli che, come cattedrali gotiche, svettano verso il cielo come presagi di un futuro radioso. Questa dicotomia traspare nelle poesie di John Reed e in alcuni suoi articoli pubblicati nelle riviste radicali dell’epoca. Giovane poeta e giornalista, Reed arrivò a New York nel 1911 e fu letteralmente catturato dalla città: nuovi spazi, nuove prospettive si aprirono davanti ai suoi occhi, ma anche un mondo di sofferenza. Attraverso l'analisi delle poesie “The Foundation of a Skyscraper” (1911), “A Hymn to Manhattan” (1913), il suo lungo poema “America, 1918” (1918) e l'articolo “Immigrants” (1911), si cercherà di evidenziare come le visioni di New York dei due fotografi si siano fuse nelle opere di John Reed, e di far luce sulla stretta relazione tra letteratura e fotografia.
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Riferimenti bibliografici
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